PUNTI D'INTERESSE

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Siti archeologici

Grotta a Male

Assergi
0862-22306
dmcgsiav@gmail.com

Nei pressi di Assergi, fu esplorata per la prima volta nel 1573 da Francesco De Marchi. All’interno, oltre a bellissime stalattiti e stalagmiti, sono presenti stratigrafie riferibili alla preistoria e luoghi di sepoltura risalenti al 2500 a.C.. La grotta è stata usata sia come luogo di culto sia per la lavorazione dei metalli: a testimoniarlo, scarti di fornace e forme di fusione di asce a margini rialzati, molto rari in Abruzzo.

Siti archeologici

Amiternum

SS 80, Loc San Vittorino; dir. 5 alla SS80 - Loc. Preturo
3669614546
rosanna.tuteri@beniculturali.it

Città sabina conquistata dai romani all’inizio del III sec. a.C., vicina a L’Aquila lungo la via Cecilia, conserva gli imponenti resti dell’anfiteatro, del teatro di età augustea e di una villa di tarda età imperiale, con mosaici e affreschi, così come le terme e l’acquedotto della stessa epoca.

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Peltuinum

Prata d'Ansidonia
3669614547
rosanna.tuteri@beniculturali.it

L’attuale Civita Ansidonia, è la città romana che sorgeva lungo la via Claudia Nova; questa via consiliare è stata oggetto di urbanizzazione dall’età augustea, con la realizzazione di un’estesa cinta muraria e della porta urbica che custodiscono ancora le dimore signorili, le botteghe, l’anfiteatro, il tempio e parte dell’area sepolcrale.

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Aufinum

Comune di Capestrano
0864-95227
dmcgsiav@gmail.com

Il suo territorio, popolato dai Vestini dal IX al III sec. a.C., era costituito da villaggi sparsi e da una necropoli presso il Tirino, sotto l’attuale Capestrano. Tra i rinvenimenti il Guerriero di Capestrano, l’opera più nota dell’Abruzzo antico: la statua funebre del re Nevio Pompuledio, custode della memoria delle indomabili genti italiche. Gli scavi della necropoli e del vasto sito della città di Aufinum permettono di ritrovare il senso del tempo nella rievocazione delle fasi storiche che hanno visto questa conca popolata e operosa.

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Bazzano

Bazzano
0862-6451
dmcgsiav@gmail.com

La sua necropoli costituisce il sito archeologico più indagato in Abruzzo per la vastità dell’area e per le numerose sepolture riportate alla luce – più di 1250 tombe che coprono un arco di tempo dal X al I sec. a.C.. Oltre alla necropoli sono riemerse anche una strada di età romana e una stazione di sosta lungo a direttrice viaria.

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Incerulae

Navelli
0862-959323
dmcgsiav@gmail.com

Sull'altopiano di Navelli, conserva i resti di un santuario di età romana. Il nome antico, utilizzato fino all’XII secolo, è ricostruibile sulla base della forma etnica, mentre l’identificazione è assicurata dalla sopravvivenza nell’attributo della chiesa di S. Maria in Cerulis, che insiste nell'area di un santuario attribuibile a Ercole Giovio, di rilevante importanza in età ellenistica.

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Interpromium

Castiglione a Casauria
085-880341
dmcgsiav@gmail.com

Il vicus di origine preromana sorgeva lungo la via Claudia Valeria, dove oggi è l'abbazia medievale di S. Clemente a Casauria, ed estendeva la sua giurisdizione fino alle gole di Popoli. Scavi recenti hanno riportato alla luce una vasta necropoli, che prolunga la sua vita dal V sec. a.C. all’età romana. Resti di edifici sono sparsi intorno all’abbazia, dove sono raccolti diversi rilievi e iscrizioni.

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Montebello di Bertona

Montebello di Bertona
085-8286109
dmcgsiav@gmail.com

Le ricerche in area vestina comprendono un periodo che risale a 400.000 anni fa, con giaciture litiche del Paleolitico superiore lungo il bacino fluviale del Tavo, negli attuali comuni di Penne e Montebello di Bertona. L’antica Belmonte fu castello di Penne e appartenne, dal '500 al '700, a Margherita d'Asburgo e ai Farnese; fu possesso di Alessandro De' Medici e ancora prima abitato da stirpi italiche e da popolazioni di cultura bertoniana.

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Pinna

Penne
085-821671/ 827974
dmcgsiav@gmail.com

Era la metropoli dei Vestini. Alla fine della guerra sociale, Roma le dette l’ordinamento municipale: della città romana rimangono resti di edifici, un tratto stradale con basi di colonne ed epigrafi in pietra. Numerose le testimonianze preistoriche, con centinaia di manufatti litici ritrovati sia nel centro di Penne sia a circa 3 km, in località Pluviano, dove nel 1957 venne scoperto un altro villaggio.

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Campovalano

Campovalano
0861-553889
info@dmcgransassolaga.it

Ai piedi dei Monti Gemelli, sulla Piana di Campovalano si estende l’omonima necropoli, attribuita al popolo dei Pretuzi che abitò questo territorio nel I millennio a.C.. Sono oltre 600 le tombe messe in luce, in particolare le caratteristiche tombe a tumulo, risalenti al VII-VI secolo a.C. - da visitare la ricostruzione del tumulo attribuito al “Re di Campovalano”. Gli splendidi oggetti del corredo funerario rinvenuti durante le ricerche sono esposti al Museo Archeologico Nazionale di Campli.


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