Benvenuto nel comune di TOSSICIA

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Indirizzo Contrada Piano Dell'Addolorata, 1 64037 Tossicia
Provincia Teramo (TE)
Provincia 0861 698014

ALTRE INFORMAZIONI E CURIOSITÁ

Popolazione: 1406 abitanti

Nome abitanti: tossiciani

Santo Patrono: Santa Sinforosa - 18 luglio



DESCRIZIONE E CENNI STORICI

Il borgo si allunga su uno sperone roccioso fra i torrenti della Valle e del Chiarino, nel versante nord del Gran Sasso. È costruito e restaurato principalmente in pietra locale, con un impianto architettonico, costituito da edifici del ‘700 e ‘800, che ha mantenuto caratteri di autenticità. Tra vicoli e piccole strade a gradinata, si trovano numerose abitazioni medioevali con le insegne della famiglia Orsini, bifore, architravi fregiati con stemmi gentilizi e alcune architetture che risalgono al XV e al XVI secolo.

Alcuni autori attribuiscono la creazione del villaggio al barone Tosia di Ornano nell'800. Nel Basso Medioevo il paese è stato possedimento della famiglia dei conti di Pagliara, della stirpe dei Conti dei Marsi, che ebbe tra i suoi discendenti san Berardo, vescovo e patrono della città di Teramo, e sua sorella santa Colomba, eremita ancora molto venerata in questa località.

Secondo la tradizione, nel 1217 giunse a Tossicia san Francesco d'Assisi, inviato dal vescovo di Penne, in veste di paciere per risolvere la lite che si era sollevata tra i baroni locali per il dominio sul territorio.

Nel 1392 abbiamo notizie che attribuiscono il paese ai domini di Napoleone II Orsini, conte di Manoppello e signore di Pagliara. Alfonso d'Aragona, nel 1454, conferma a Giacomantonio Orsini tale possedimento. Nel 1495 le milizie aquilane, schierate dalla parte dei francesi durante la discesa in Italia di Carlo VIII, devastano le contrade di Tossicia che si arrende e apre le porte. L'anno dopo viene unita al contado dell'Aquila. Ma nel 1502 Luigi XII restituisce il paese e la Valle Siciliana a Pardo Orsini.

L'Università di Tossicia è stata parte del dominio dei conti Orsini finché il governatorato non passò ai marchesi spagnoli Alarcon y Mendoza. La nobile famiglia entrò in possesso della Valle nell'anno 1526, su donazione di Carlo V, e conservò il possesso del borgo e delle terre fino all'abolizione della feudalità ad opera di Giuseppe Bonaparte. L'anno 1860 segnò la fine della dominazione Borbonica e sancì l'entrata di Tossicia nel Regno d'Italia col plebiscito del 21 ottobre.

Durante il secondo conflitto mondiale, il paese divenne sede di un campo di concentramento, uno dei pochi di cui si abbiano notizie certe, attivo dal 21 ottobre 1940 al 26 settembre 1943.


MONUMENTI E LUOGHI D'INTERESSE

  • Chiesa di Sant'Antonio Abate;
  • Chiesa di Santa Sinforosa o di Santa Maria Assunta, il monumento più antico del borgo;
  • Cappella della Madonna della neve o Cona di Santa Teresa, piccola chiesa rurale;
  • Museo di Tossicia o Museo delle genti del Gran Sasso al Palazzo Marchesale;
  • Azzinano, piccola frazione a pochi km da Tossicia: qui sono state ritrovate tombe risalenti al periodo neolitico che avallano un'antica origine dell'insediamento. All'interno del centro abitato si eleva la chiesetta di Santa Lucia. L'abitato è stato costruito seguendo i canoni della tipica architettura montana dell'Abruzzo, con case addossate le une alle altre attraversate da stretti vicoli. Dal 2001, le mura esterne delle abitazioni sono state vivacemente colorate da tante pitture murali che, ispirate al tema dei "Giochi d'infanzia", figurano le attività ludiche e semplici dei bambini di molti anni fa. Ogni anno, tra il 10 e il 20 agosto, artisti provenienti da diverse regioni italiane si ritrovano qui e dipingono murales sulle facciate delle case del paese.

EVENTI SAGRE E FESTIVITÁ

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