Benvenuto nel comune di ISOLA DEL GRAN SASSO D'ITALIA

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Indirizzo Piazza Contea di Pagliara, 16 64045 Isola del Gran Sasso d'Italia
Provincia Teramo (TE)
Provincia 0861 975926

ALTRE INFORMAZIONI E CURIOSITÁ

Popolazione: 4705 abitanti

Nome abitanti: isolani

Santo Patrono: San Massimo – prima domenica di maggio



DESCRIZIONE E CENNI STORICI

Sorge in una vallata denominata "Valle Siciliana" ai piedi del Gran Sasso. La vista spazia su tutta la parte sud-orientale del Gran Sasso con il Paretone del Corno Grande, Monte Aquila, Monte Brancastello, Monte Prena e Monte Camicia.

Il comune anticamente era un'isola circondata dai fiumi Ruzzo e Mavone – da qui il suo nome. L'unica via d'accesso al paese erano le porte del castello, fra cui le principali erano la Porta del Torrione e quella della Cannavina.

Nei pressi del paese sono state rinvenute tracce di abitazioni risalenti al periodo neolitico, ma le prime notizie certe si riferiscono all'XI secolo, quando Adalberto nel 1063 dona alla chiesa cattedrale di Santa Maria di Teramo la porzione di sua proprietà del Castello de la Isola. Nel 1120 Berardo, vescovo aprutino, infeuda Insula a Enrico e Matteo conti d'Aprutium per difesa e protezione della stessa chiesa.

Verso il 1215, secondo una tradizione mai smentita, San Francesco d'Assisi, giunto ad Isola, fondò un convento per i suoi frati che vi rimasero fino alle soppressioni napoleoniche; oggi qui sorge il Santuario di San Gabriele.

I Collepietro - Pagliara governarono sulla Valle Siciliana fino al 1293, quindi furono gli Orsini a prendere il dominio e conservare il feudo fino al 1404 e, dopo una breve parentesi, di nuovo fino al 1526. Nel 1419 vennero redatti gli Statuti dell'Università dell'Isola che, oltre ad essere i più antichi finora rilevati nella provincia di Teramo, sono anche l'unico documento scritto in lingua volgare della zona. Nel 1495 subì l'invasione di 600 fanti aquilani e fu annessa al Contado dell'Aquila, sotto la cui dipendenza pare sia rimasta fino al 1499. L'ultimo degli Orsini a dominare su Isola del Gran Sasso fu Camillo Pardo il quale, per la fedeltà espressa verso la casa di Francia, fu privato di tutti i beni, compresa la Valle Siciliana, che venne riconsegnata a Carlo V e nel 1526 donata agli Alarcon y Mendoza. I Mendoza dominarono il territorio Isolano fino a quando Re Giuseppe Bonaparte, con la legge del 2 agosto 1806, abolì il sistema feudale e con esso il vecchio ordinamento delle Università. Sorse allora, al posto delle antiche "Università Agrarie", il moderno comune.

Nel 1821 anche a Isola nacque la società segreta detta "Carboneria"; il gruppo era composto da 52 iscritti tra i quali emergevano importanti personalità come Leonardo Madonna, Giuseppangelo De Angelis, Francesco Paolo Petrilli e Francesco Mezzanotte. A partire dal 1861, dopo l'Unità d'Italia, si verificarono nel paese vari episodi di brigantaggio postunitario: Isola fu uno dei centri delle azioni dei briganti, assieme a Civitella del Tronto, Rocca di Cambio, e altri comuni aquilani.

Il paese, nel 1843, fu visitato entusiasticamente e dipinto dallo scrittore e illustratore inglese Edward Lear.

Il comune è punto di partenza di diverse escursioni che risalgono il versante teramano del Gran Sasso: quella che sale fino al Rifugio San Nicola (1650 m circa) e da li fino al Vallone delle Cornacchie; il sentiero geologico che risale la Valle dell'Inferno fino a Monte Aquila; la traversata dalla frazione San Pietro fino ad Assergi passando per Vado di Corno; le vie di roccia che risalgono il Paretone a partire da Casale San Nicola e i sentieri che da Forca di Valle raggiungono Prati di Tivo


MONUMENTI E LUOGHI D'INTERESSE

  • Santuario di San Gabriele dell'Addolorata, patrono d'Abruzzo e dei giovani;
  • Chiesa di San Giovanni ad insulam;
  • Chiesa di San Massimo;
  • Eremi del Gran Sasso;
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie;
  • Eremo di Santa Colomba;
  • Chiesa di San Pietro;
  • Borgata San Leonardo;
  • Castello di Pagliara;
  • Museo d'arte sacra contemporanea presso il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata;
  • Tra le tante denominazioni con cui nel tempo è stata indicata Isola del Gran Sasso, c'è anche il "Paese dei Motti" perché nel centro storico, sugli architravi in pietra di molte porte e finestre, figurano delle iscrizioni in latino dal suggestivo sapore biblico e popolaresco.

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