APPUNTI DI VIAGGIO

La piana di Campo Imperatore... Per sentirsi nel set di un film

Mercoledì, 17 Gennaio 2018 16:58
Immaginarsi ai confini con il Mar Nero, in un monastero benedettino nel Medioevo, tra paesaggi mediorientali o in pieno West: è la suggestione che può regalarvi la sconfinata piana di Campo Imperatore, che negli anni è stata set ideale di tanti splendidi film. Da "Il deserto dei Tartari" a "Il nome della rosa" , da "King David" a "Così è la vita" di Aldo, Giovanni e Giacomo, che nelle scene finali ha come sfondo le vette del Gran Sasso, e ancora tutta la serie di "Trinità" con Bud Spencer e Terence Hill. Così come in molti spot pubblicitari o in video musicali è possibile riconoscere gli scenari di questo Altopiano.
Campo Imperatore è senza dubbio una delle meraviglie d’Abruzzo! Chiamato anche il “piccolo Tibet” è una piana, a quasi 1.800 metri d’altitudine, modellata dalla lenta scomparsa dei ghiacciai che l’ha resa particolarmente dolce nelle forme. Da qui potrete scorgere il Gran Sasso, il “Tetto degli Appennini”: la montagna d’Abruzzo per eccellenza, dominata dal Corno Grande dall’alto delle sue quattro vette,. L’Altopiano di Campo Imperatore è il più esteso della penisola: lungo circa 20 km e largo dai 3 ai 7 km, con i suoi sterminati pascoli di graminacee da sempre viene utilizzato per l'alpeggio estivo delle mandrie e delle greggi. Nel cuore del massiccio del Gran Sasso d'Italia, anche per le numerose peculiarità floristiche e faunistiche e per i suoi interessanti aspetti geologici e geomorfologici, rappresenta una parte fondamentale del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Potete raggiungerlo salendo da Assergi, per il valico della Fossa di Paganica, dal borgo medievale di Castel del Monte, per il valico di Capo la Serra, oppure da Farindola per Vado di Sole. Campo Imperatore offre numerosi itinerari escursionistici, che potrete percorrere a piedi, in bici o a cavallo. Per gli amanti del trekking equestre, la proposta giusta può essere il percorso che dal territorio della provincia di Teramo arriva a Sulmona. Di particolare suggestione il momento in cui, svalicando Vado di Sella, si apre il panorama mozzafiato di Campo Imperatore e del suo paesaggio lunare che esercita sempre un grande fascino. Le località toccate dall’itinerario sono tutte di origini antiche e meritano di essere visitate: Montorio, Tossicia, Isola del Gran Sasso, circondata da boschi e ricca di testimonianze medioevali come la chiesa di San Giovanni ad Insulam; e poi Castelli, piccolo gioiello incastonato nella natura selvaggia, famoso per la sua raffinata e antichissima produzione di ceramica artistica. Giunti all'altopiano di Campo Imperatore, si incontrano Castel del Monte, con il suo Ricetto, la Rocca di Calascio, con il suo suggestivo castello medioevale, e il borgo di Santo Stefano di Sessanio. Quindi potrete scendere ad Ofena e a Capestrano, nota per il castello Piccolomini, la chiesa di San Pietro ad Oratorium e per la statua funeraria del re Nevio Pompuledio, raffigurante il cosiddetto “Guerriero di Capestrano”, l’opera più famosa dell’Abruzzo antico, oggi conservata nel Museo Archeologico di Chieti, e custode della memoria delle genti italiche. Scendendo verso Collepietro incontrerete la piana di Navelli, conosciuta soprattutto per la coltivazione dello zafferano (Crocus Sativus), l’oro rosso d’Abruzzo. Infine, prima di giungere a Sulmona, città d'arte ricca di storia e monumenti, altra tappa sarà Corfinio, antica Corfinium, dove durante la Guerra Sociale (91-88 a.C.) per la prima volta venne pronunciato il nome ITALIA a identificare la nazione nel suo insieme. Ma il “piccolo Tibet” vi offre buone possibilità anche se siete appassionati di sci di fondo: la quota elevata favorisce un ottimo innevamento per buona parte dell'inverno. Vi resta solo da scegliere tra la pista nel territorio di Santo Stefano di Sessanio, nei pressi del Lago Racollo, o le piste di Castel del Monte all’estremità orientale della piana di Campo Imperatore, tra il Piano di Cretarola e la Fonte Pietrattina, e l’anello dei tre laghetti che si snoda al margine dell’altopiano.
Read 115 times Last modified on Giovedì, 18 Gennaio 2018 09:44

AUTORE

giuseppe

Amo la mia terra adoro le nostre montagne e qui vi racconto le mie scoperte!

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