ARTE E CULTURA

Abitato da millenni, il territorio del Distretto Turistico del Gran Sasso custodisce la memoria dell’antico rapporto tra l’uomo e le sue opere. Un patrimonio storico, artistico, architettonico e archeologico da conoscere; esperienze culturali tutte da vivere per riscoprire i borghi e le città d’arte che costellano questo paesaggio. Le testimonianze più antiche risalgono alla preistoria e, attraverso il Neolitico e il periodo italico, si attestano sotto la dominazione romana. Dall’epoca medievale e rinascimentale, lo scenario si trasforma integrando siti archeologici, castelli, borghi fortificati, abbazie ed eremi, dislocati tra montagne e valli, disegnando così il suggestivo paesaggio.



Dagli anni ‘80 il comprensorio aquilano del Gran Sasso è stato scelto come ambientazione per set di film, fiction e pubblicità, a partire da Lady Hawke con Michelle Pfeiffer e Il nome della rosa con Sean Connery, girati nella Rocca di Calascio. Sono stati filmati qui anche Il viaggio della sposa e L’orizzonte degli eventi, mentre The American con George Clooney è stato realizzato tra Castel del Monte, Calascio e Castelvecchio Calvisio. Da ricordare anche i film a sfondo western, Lo chiamavano Trinità e Continuavano a chiamarlo…Trinità, con Bud Spencer e Terence Hill.



Le Origini

L’Abruzzo italico offre continue sorprese con necropoli, insediamenti e templi, mentre le testimonianze del periodo romano sono rese più suggestive dai paesaggi di cui sono circondate. Ecco le tappe da non perdere per un viaggio archeologico alla scoperta delle origini.

Per conoscere meglio le tappe da non perdere per un viaggio archeologico alla ricerca delle origini, scoprite qui tutti i punti di maggiore interesse tra i siti presenti all’interno del Distretto del Gran Sasso. Vai alla pagina

Il Medioevo



Chiese su solitari altopiani, imponenti abbazie e castelli, strade lastricate e santuari riflettono la storia d’Abruzzo attraverso il Medioevo, che ha lasciato le tracce più evidenti e suggestive, capaci di imprimersi negli occhi e nel cuore di chi le visita.

Per un viaggio nell’Abruzzo medievale non si può perdere la Rocca di Calascio, che domina la valle del Tirino e l’altopiano di Navelli a poca distanza da Campo Imperatore. A 1460 m s.l.m., è il castello più alto dell’Appennino: era usato come punto d’osservazione militare in comunicazione con altre torri e castelli, sino all’Adriatico. Il borgo, lungo il sentiero che da S. Stefano di Sessanio va a Calascio, compone con esso un unico organismo fortificato.

Santo Stefano di Sessanio, tra i Borghi più belli d’Italia, è il più suggestivo insediamento medievale del Gran Sasso. Situato sotto la piana di Campo Imperatore, in posizione panoramica verso la valle del Tirino e la bassa Conca aquilana a circa 1200 m s.l.m., è dominato dal castello che dal 1579 appartenne alla famiglia Medici di Firenze. La torre del XV sec. è stata danneggiata dal sisma del 2009 ma è in via di ricostruzione. A L’Aquila tra i monumenti medievali spiccano la Fontana delle 99 cannelle, eretta nel 1272, e la chiesa romanica di S. Maria di Collemaggio, iniziata nel 1287 per volere di Pietro da Morrone dove lo stesso fu incoronato papa col nome di Celestino V. Interessanti nei dintorni le chiese di S. Maria di Paganica, S. Maria di Roio, S. Marco di Pianola, S. Silvestro, S. Pietro di Coppito e S. Flaviano.

La chiesa di S. Giusta a Bazzano è un gioiello di architettura romanica con un’imponente facciata e un severo interno medievale. Nel cuore dell’altopiano di Campo Imperatore sono i resti del complesso benedettino di S. Maria del Monte. A Capestrano la chiesa longobarda di S. Pietro ad Oratorium conserva pregevoli affreschi del XII sec.. Dello stesso periodo è la chiesa di S. Maria ad criptas, nel territorio di Fossa, con affreschi di scuola benedettina e toscana.

A Penne, tra i Borghi più belli d’Italia, sono conservate chiese di impianto medievale poi rimaneggiate in forme barocche, come S. Giovanni Evangelista e S. Agostino, mentre S. Maria in Colle Romano conserva l’originario aspetto. Da visitare anche i resti della Badia di S. Bartolomeo a Carpineto della Nora e la basilica di S. Maria delle Grazie a Civitaquana.

Teramo, nell’antica cattedrale di S. Berardo iniziata nel 1158 e modificata nel ‘300, custodisce il celebre paliotto di Nicola da Guardiagrele, destinato all'altare maggiore e costituito da 35 lamine d'argento dorato, sbalzate e cesellate, sulla vita di Gesù. Da non perdere anche la chiesa di S. Antonio e il Santuario di Madonna delle Grazie.

Tutti i borghi e i piccoli centri sono disseminati di ricchi gioielli architettonici. A Tossicia c’è la chiesa di S. Antonio Abate e, poco più a valle, nel territorio di Isola del Gran Sasso, la chiesa di S. Giovanni ad insulam, esempio di architettura romanica come l’Abbazia di S. Maria di Ronzano nel comune di Castel Castagna. A Campli sono diversi gli edifici di culto di rilievo: le chiese di S. Francesco e di S. Maria in Platea e, fuori dal centro abitato, la Chiesa di S. Pietro a Campovalano.

Dal Rinascimento a oggi



La fine del Medioevo segna il tramonto del periodo più significativo nell’arte in Abruzzo: Rinascimento e Barocco lasciano tracce meno importanti. Una tendenza che si interrompe dall’Ottocento, quando una nuova generazione di artisti risolleva il livello culturale della regione –  Gabriele D’Annunzio, Ignazio Silone, Ennio Flaiano, Basilio Cascella, i pittori Teofilo Patini e Francesco Paolo Michetti.

A L’Aquila tra le opere del ‘500 spiccano la facciata e il portale della chiesa di S. Bernardino e il Castello, il Forte Spagnolo, eretto a partire dal 1529 che ospitava il Museo Nazionale d’Abruzzo (trasferito dopo il sisma nelle strutture dell’ex Mattatoio). E ancora il Duomo di S. Massimo e le chiese medievali di S. Margherita, S. Agostino e S. Domenico, ricostruite dopo il sisma del 1703. Sono da segnalare poi la parrocchiale di S. Felice Martire a Poggio Picenze, la seicentesca chiesa di S. Demetrio ne’ Vestini e la settecentesca chiesa di Prata Ansidonia che custodisce un ambone scolpito nel 1240, considerato da alcuni il più bello d’Abruzzo.

Il Castello cinquecentesco di Capestrano, al centro del paese, è costruito sui resti di una fortificazione medievale di cui rimane la torre quadrata interna. È visibile lo stemma della famiglia Piccolomini, che lo ebbe in dono nel 1463 da re Ferdinando e lo conservò fino al 1579. Il castello assicurava il controllo del territorio e vigilava sugli affari legati alla lana e alla transumanza.

La Fortezza di Civitella del Tronto, in posizione strategica rispetto all’antico confine nord del Viceregno di Napoli con lo Stato Pontificio, è tra le più importanti opere di ingegneria militare d'Europa, con un’estensione di 25.000 mq e una lunghezza di oltre 500 m. La rocca aragonese fu trasformata a partire dal 1564 da Filippo II d’Asburgo, re di Spagna, che ordinò la costruzione della Fortezza così come la vediamo oggi. I bastioni, le caserme e i resti del Palazzo del Governatore contribuirono a renderla celebre durante l’assedio del 1860-61. All'interno è visitabile il Museo delle Armi della Fortezza, dove sono conservate armi e mappe antiche.

Castelli è considerato la capitale della maiolica, con la chiesa rupestre di S. Donato, con soffitto maiolicato del 1615-17 definito la “Cappella Sistina della maiolica italiana”. Il Museo della Ceramica raccoglie opere dei maestri castellani del ‘600-‘700, mentre nella Raccolta Internazionale di Ceramiche di Arte Contemporanea sono esposti artisti moderni.

Altri centri di interesse sono Montorio al Vomano con la parrocchiale di S. Rocco e Tossicia con il Palazzo Marchesale. A Campli dal 1772, grazie a un Privilegio Pontificio di Clemente XIV, venne istituita la Scala Santa per la remissione dei peccati.

Tratturi

Alcuni dei siti di interesse storico-architettonico del Distretto sono attraversati dagli antichi tratturi: larghi sentieri erbosi, pietrosi o in terra battuta, nati dal passaggio e dal calpestio del bestiame. Erano infatti usati dai pastori per la transumanza, per trasferire con cadenza stagionale mandrie e greggi dalle montagne d'Abruzzo ai pascoli del Tavoliere.

Il Regio tratturo L'Aquila-Foggia, detto Tratturo Magno, con i suoi 244 km è il più lungo d’Italia. Segna la direttrice principale del sistema reticolare di percorsi che si snodano e si diramano in sentieri minori, costituiti dai tratturelli. Parte dal piazzale della Basilica di S. Maria di Collemaggio a L'Aquila, scende lungo la valle dell'Aterno-Pescara passando nei pressi diS. Elia, Bazzano, Onna e S. Gregorio. Superato Poggio Picenze il percorso risale verso l'altopiano di Barisciano, andando poi a ricalcare l'antica Via Claudia Nova e raggiungendo Peltuinum, dove la chiesa di S. Paolo era usata per il riparo dei pastori. Il tratturo attraversa anche la piana di Capestrano, supera il valico di Forca di Penne per riscendere verso le colline del Chietino. Quindi si dirige verso Lanciano per raggiungere la costa adriatica e internarsi di nuovo nella pianura di Vasto, per entrare poi in Molise e infine arrivare a Foggia, sede della Dogana delle pecore.

Questi antichi cammini di transumanza sono moderne vie di turismo per riscoprire l'autentico territorio rurale: incredibili vie verdi, traboccanti di natura, odori e reminiscenze.