FEDE E SPIRITUALITÀ

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I solenni paesaggi dell’Appennino per millenni hanno spinto l’uomo ad avvicinarsi ai misteri della fede. Le grotte, teatro di riti pagani, hanno visto sorgere nell’alto Medioevo romitori cristiani e chiese disseminate ovunque. La montagna, per chi frequenta questi luoghi, prima di essere un’altura fisica è un simbolo spirituale.





Basilica di S. Maria di Collemaggio a L’Aquila

Appena fuori la cinta muraria, sorge il simbolo dell’ architettura sacra aquilana, costruita per volere di Pietro da Morrone tra il 1275 e il 1288. Nel 1294 il futuro Papa Celestino V qui ricevette le vesti pontificali. Fu il primo Papa a esercitare il proprio ministero fuori dai confini dello Stato Pontificio e uno dei pochi ad abdicare, dopo soli 5 mesi. Questo indusse Dante a collocarlo nell’inferno della Divina Commedia come colui che fece per viltade il gran rifiuto. L’amore della gente per lui, tuttavia, non si spense e nel 1313 Fra’ Pietro venne santificato. Il 28 e il 29 agosto ogni anno qui si rinnova il rito della Perdonanza, l’indulgenza plenaria perpetua che Celestino V appena nominato pontefice concesse ai fedeli. La Perdonanza Celestiniana da 723 anni è un invito alla Pace, valore che prende forma attraversando la Porta Santa della Basilica. Il nome deriva dalla Bolla del Perdono, custodita nella cappella della Torre civica del Palazzo Comunale fino al terremoto del 2009.



Santuario di Giovanni Paolo II a S. Pietro della Ienca

Il paese di poche case, un tempo dimore di pastori, si sviluppa intorno alla chiesa di S. Pietro alla Ienca, di origine medievale. La chiesa ha accolto, dal 2011, il primo Santuario del Beato Giovanni Paolo II in Europa, in ricordo dell’amato Papa che qui si è recato più volte per pregare al cospetto della montagna. Il borgo annovera un altro luogo sacro: l’eremo di S. Franco, da cui nasce l’acqua che sgorga dal fontanile di S. Pietro e sembra possa guarire dalle malattie cutanee. La cima Giovanni Paolo II a 2425 m si può raggiungere attraverso un suggestivo sentiero partendo dall’albergo di Campo Imperatore. All’arrivo si trova una croce in ferro alta 2,30 m, eretta a memoria del Papa e dei 4 Santi Protettori di L’Aquila: S. Massimo D’Aveia, S. Pietro Celestino V, S. Bernardino da Siena e S. Equizio Amiternino.



Santuario del Beato Nunzio Sulprizio a Pescosansonesco

Sulle pendici del monte Picca è situato il suggestivo borgo di Pescosansonesco, dove è stato edificato il Santuario dedicato al Beato Nunzio, un ragazzo nato da un’umile famiglia nel 1817. Si narra che il giovane fosse vittima di una piaga inguaribile che lavava sempre alla fonte di Riparossa pregando. Nel Concilio Vaticano II del 1963, Papa Paolo VI iscrisse Nunzio Sulprizio tra i beati, ma già prima Pescosansonesco aveva eretto un santuario presso la fonte miracolosa di Riparossa dove i fedeli si recavano per chiedere protezione. Il Santuario custodisce le spoglie del Beato, considerato protettore degli invalidi e delle vittime del lavoro. La festa in suo onore si celebra il 5 maggio. È inoltre possibile visitare la bottega del Beato Nunzio e la Pinacoteca d’Arte Sacra.



Santuario di S. Gabriele a Isola del Gran Sasso

Ai piedi del versante teramano del Gran Sasso, il Santuario, visitato ogni anno da oltre 2 milioni di fedeli, è tra i luoghi sacri più noti d’Abruzzo. È consacrato a S. Gabriele dell’Addolorata, nato ad Assisi nel 1838 e morto giovanissimo di tubercolosi a Isola del Gran Sasso. I miracoli attribuitigli portarono alla sua santificazione nel 1920. Nel Santuario, oltre al sepolcro di S. Gabriele, patrono dei giovani e d’Abruzzo, vi sono la Sala dei Doni e il Museo Staurós di Arte Sacra Contemporanea. Il Santuario è frequentato tutto l’anno, ma ricorrono periodi significativi come l’anniversario della morte del Santo e fine estate quando viene accolta una tendopoli di giovani credenti.



Scala Santa a Campli

Venne istituita nel 1772 grazie a un Privilegio Pontificio di Clemente XIV. È costituita da 28 gradini in legno da salire in ginocchio per ricevere l’Indulgenza Plenaria con lo stesso valore dell’omonima Scala di Roma. Il santuario ha anche un elevato valore culturale: sulla Scala si ripercorrono la Passione, la Morte e la Resurrezione di Cristo attraverso le immagini raffigurate su grandi tele. Dalla sommità della Scala si accede al Sancta Sanctorum, dove sono custodite schegge della Croce di Cristo e reliquie conservate in artistiche teche di scuola napoletana. La Scala di discesa presenta colori più accesi per rievocare la Resurrezione e indicare simbolicamente la purificazione del fedele in seguito all'Indulgenza ottenuta. Dal 2000 Giovanni Paolo II concesse una nuova Bolla Papale, promulgando l’Indulgenza a tutti i venerdì di Quaresima.