TERRITORIO E NATURA

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Il Distretto comprende il territorio del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, tra le aree protette più grandi d’Europa. Situato nel cuore dell'Appennino, è un susseguirsi di paesaggi di eccezionale valore ambientale e culturale. Inoltre sono presenti tre Riserve naturali regionali e tre Parchi territoriali attrezzati. I periodi migliori per venire a visitare il Distretto sono la primavera e l’autunno.

Il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga: il regno della wilderness



Tra le aree protette più grandi d’Europa, è un susseguirsi di paesaggi mozzafiato di eccezionale valore naturalistico e culturale. Qui si trova la cima più elevata dell'Appennino, il Corno Grande (2912 m. slm), che racchiude l'unico ghiacciaio del sud Europa, il Ghiacciaio del Calderone.

A ovest il “Tetto degli Appennini” si erge sui pascoli dell’altopiano di Campo Imperatore, il più esteso d’Italia – il “Piccolo Tibet d’Abruzzo” – mentre a est, nel versante teramano, si innalza con un’imponente parete che guarda l’Adriatico.

Dal lago artificiale di Campotosto, il più grande d’Europa, si ammira il profilo dei Monti della Laga, coperti da foreste di faggio, abete bianco, cerro e castagno. È il regno delle acque superficiali, di ruscelli e torrenti che scorrono sulla roccia fino a precipitare in profonde valli con fragorose cascate, tra cui la spettacolare Grande Cascata della Morricana.

A nord-est si innalzano i Monti Gemelli: dalle vette del Foltrone e del Girella scendono alle Gole del Salinello, luogo frequentato dall’uomo dalla fine del Paleolitico, come testimoniano le tracce di costruzioni in pietra a secco, le Caciare, sulla Montagna dei Fiori. Le numerose cavità naturali sono state per secoli mete di pellegrinaggio e di ritiro di eremiti, come la Grotta S. Angelo a Ripe di Civitella.

Nel cuore del Parco si estende il Gran Sasso d'Italia, la montagna d'Abruzzo per eccellenza: la maestosità delle vette del Corno Grande e del Corno Piccolo, i ripidi pendii, la forza titanica del suo aspetto si impongono su tutto il complesso montuoso. Il versante aquilano è scosceso ma erboso, con gli sterminati pascoli di Campo Imperatore – altipiano lungo circa 20 km e largo dai 3 ai 7 km. Il versante teramano è più aspro e roccioso e scende fino alle valli del Mavone e del Vomano.

Le alte quote, che sfiorano i 3000 metri, racchiudono una parte di natura quasi alpina o artica. Qui si trovano i più numerosi endemismi floristici e faunistici e "relitti glaciali": piante, insetti e animali in via d’estinzione, che il Parco è impegnato a tutelare. Qui si possono incontrare il lupo appenninico, il camoscio d’Abruzzo, il cervo, la lince e una ricca avifauna che durante la migrazione trova nel lago di Campotosto un sicuro approdo per la sosta.

Altre aree protette



Riserva naturale regionale del Lago di Penne (Oasi WWF): istituita intorno al bacino artificiale di Penne (Pe), conserva un ambiente umido, luogo di sosta per gli uccelli migratori. Da visitare l'orto botanico e le aree faunistiche della lontra e delle anatre mediterranee. Il Museo naturalistico, il Giardino delle farfalle, il Centro di Educazione Ambientale, lo stagno e l'area faunistica delle testuggini si trovano lungo il sentiero natura, accessibile anche a persone con difficoltà motorie.

Riserva naturale regionale Castel Cerreto: istituita nel comune di Penna Sant'Andrea (Te), è strutturata con 4 sentieri, lungo i quali osservare l’habitat boschivo (cerro e roverella), e percorsi per visitare stagno e area faunistica del cervo. Si possono osservare uccelli dell’ambiente boschivo e rapaci come lo sparviero, simbolo della Riserva.

Riserva naturale regionale delle Sorgenti del Vera: attigua al centro di Tempera (Aq), in passato ha tratto ricchezza dalle acque del fiume Vera. Un suggestivo percorso ciclo-pedonale dal paese porta alle sorgenti, risalendo il corso del fiume.

Parco territoriale attrezzato Fiume Fiumetto: istituita nel territorio di Colledara (Te), racchiude tratti di alcuni corsi d'acqua, tra cui il Sazza e il Fiumetto che, dopo essersi congiunti nei pressi del borgo medievale di Castiglione della Valle, si gettano nel Fiume Mavone. È un importante corridoio ecologico tra le pendici del Gran Sasso d'Italia e il Sub-Appennino Aprutino.

Parco territoriale attrezzato di Vicoli: istituita nel territorio di Vicoli (Pe) sulla parte destra della valle scavata dal torrente Nora, è collocata in un importante contesto naturalistico, ma anche storico e culturale; nel borgo antico di Vicoli è presente un Centro Visite e, lungo le sponde del fiume, una rete sentieristica e aree di sosta accolgono il visitatore.

Parco territoriale attrezzato del Fiume Vomano: istituita lungo il fiume Vomano che, nella parte superiore dell'area, scorre tra pareti di roccia arenaria, ha un microclima che favorisce la crescita di una particolare quercia di ambienti caldi. Si può scegliere tra due percorsi pedonali attrezzati: il primo è nelle adiacenze del centro storico di Montorio al Vomano, suggestivo e alla portata di tutti; il secondo parte a monte dell’abitato e per oltre 2 km segue il tracciato dell'antica Via Cecilia, ramo dell'antica Salaria, lungo la quale si scorgono resti del Tempio romano dedicato a Ercole.

Grotte



Le montagne calcaree del Distretto Turistico del Gran Sasso d’Italia, in particolare sul versante aquilano, racchiudono spettacolari cavità ipogee, ricche di fascino sia per esperti speleologi sia per i visitatori.

Grotte di Stiffe: grotte carsiche nei pressi di Stiffe (S. Demetrio ne' Vestini - Aq), sono lunghe oltre 1000 metri e costituiscono una rara risorgenza attiva, prodotta dalla presenza di un fiume sotterraneo. Sono state modellate dalle acque provenienti dall'altopiano delle Rocche, favorendo la formazione di cascatelle e laghetti, stalattiti, stalagmiti e concrezioni a vela. Biglietteria e centro visite sono all'ingresso del paese; adiacente alle grotte è il Museo di Speleologia Vincenzo Rivera con sezioni di paleontologia, mineralogia, geologia e fotografia speleologica.

Grotta di Sant’ Angelo ed eremi del Salinello, nel territorio tra Civitella del Tronto e Valle Castellana (Te). Da ammirare le ripide pareti che rinserrano l’alveo del fiume Salinello, con rocce e pinnacoli che chiudono in alto la fitta fascia dei boschi. Le cavità naturali furono frequentate dal Paleolitico come luoghi di sosta e culto; nel periodo medioevale vi sorsero numerosi eremi, come la grotta di Sant’Angelo, interessante sito preistorico. Le più impervie cavità di S. Maria Scalena, S. Francesco, S. Marco, S. Maria Maddalena e S. Angelo in Volturino invece sono raggiungibili solo attraverso ripidi sentieri.