ROUTEN

Un tuffo nella storia

Questo itinerario ci porta alla scoperta di tre importanti centri la cui rilevanza storica è documentata dal periodo italico fino al XIX secolo: Teramo, Campli e Civitella del Tronto. A Teramo non si può non cominciare dal Duomo di San Berardo, nel cuore del centro storico, il monumento di maggiore pregio. Il portale, di scuola cosmatesca, è firmato dall’artista romano Deodato di Cosma, con la data 1332 che spicca sull’architrave insieme agli stemmi delle diocesi di Teramo e di Atri e del vescovo Nicolò degli Arcioni, che ne fu il committente; presenta pregevoli sculture, tra cui un’Annunciazione di Nicola da Guardiagrele sulle due colonnine esterne. Il campanile è stato eretto in vari

momenti a partire dal XII fino al XV secolo. Nell’interno si individuano due stili, quello più antico, romanico, nella parte iniziale, e quello gotico nella parte terminale. Il soffitto ligneo è variamente decorato e sul fronte dell’altare maggiore spicca il prezioso Paliotto di Nicola da Guardiagrele, realizzato tra il 1433 e il 1448 e costituito da trentacinque formelle d’argento dorato. Altre opere di pregio sono nella cappella di San Berardo, che ha conservato lo stile barocco. Nei pressi del Duomo vi sono i resti del teatro risalente alla prima età augustea, uno dei monumenti di età romana meglio conservati in Abruzzo. A circa 300 m, in Piazza S. Anna, troviamo la chiesa di Sant’Anna dei Pompetti, l’antica Sancta Maria Aprutiensis, la prima cattedrale cittadina, sorta in età altomedievale; sulla parete di fondo è visibile un affresco della seconda metà del Quattrocento raffigurante una Madonna del Latte tra due sante, mentre addossata al lato meridionale della chiesa vi è la cosiddetta Torre Bruciata, in pietra, testimone dell’incendio del 1156 che distrusse l’edificio. Nei pressi vi sono i resti del sito archeologico, visitabile su appuntamento (Comune: tel. 0861 3241). A circa 150 m su Corso De Michetti c’è la chiesa di Sant’Antonio (1227), sulla cui facciata spicca il portale strombato con colonne tortili e motivi floreali. L’interno si presenta con due chiese: una più grande detta di San Francesco e l’altra di Sant’Antonio, entrambe in stile barocco con affreschi e tele degni di nota. Per un po’ di relax, fuori le mura, troviamo il Parco Fluviale del Tordino e del Vezzola, un percorso lungo le sponde dei due fiumi attrezzato per potervi praticare giochi, sport e passeggiate anche in bicicletta. Ci allontaniamo da Teramo sulla SS81 per dirigerci verso Campli, che si raggiunge dopo circa 12 km. Di origine antichissima, la cittadina, a testimonianza della sua passata grandezza, custodisce tutt’oggi numerosi luoghi ricchi di storia e di tesori d’arte. Appena arrivati ci rechiamo all’ufficio turistico che si trova nella piazza principale; qui è possibile richiedere informazioni utili e visite guidate (è aperto tutti i giorni 9-13 e 14-20). Iniziamo con la chiesa di S. Maria in Platea, con facciata e portale realizzati nel 1790-1793; quest’ultimo ha un gruppo scultoreo in pietra: la Madonna con Bambino del XV sec. L’interno è a tre navate, di cui la centrale presenta un soffitto ligneo dipinto dal pittore teatino Donato Teodoro (1699-1779). Al XVII secolo risalgono il coro ligneo ed un’acquasantiera in pietra, mentre l’organo a canne è datato 1663; di notevole suggestione è l’antica cripta, con pregevoli affreschi trecenteschi. Posto a fronteggiare la collegiata è il palazzo Farnese, oggi sede comunale; è l’edificio civico più antico d’Abruzzo (XIII sec.), con le sue linee architettoniche di stile gotico. A sinistra del palazzo, dopo una piccola area verde, si trova il Santuario della Scala Santa, accanto alla trecentesca chiesa di San Paolo (chiusa per restauri). La Scala Santa, cui si accede per mezzo di un elegante portale bugnato, è famosa perché nel 1772 Papa Clemente XIV concesse il privilegio dell’Indulgenza Plenaria ai fedeli che avrebbero salito in ginocchio, in determinati giorni dell’anno, i 28 gradini in legno di ulivo pregando e con il capo chino fino al Sancta Sanctorum. Sulle pareti della scala vi sono sei tele con scene della Passione di Cristo. La visita prosegue col Museo Archeologico, adiacente alla chiesa di San Francesco (attualmente in restauro), dallo splendido portale trecentesco. Il complesso del Museo ha sede in parte nell’antico convento di San Francesco (XIII sec.) e vi si accede attraverso un porticato che conserva pregevoli bifore e il portale della Sala Capitolare. Nel Museo troviamo preziosi reperti della necropoli di Campovalano, provenienti dalle campagne di scavo iniziate nel 1967, con oltre 600 sepolture dell’Età del Ferro, databili tra IX e III secolo a.C., riportate alla luce. Da vedere anche la porta Angioina (1371), situata nel quartiere di Castelnuovo, uno dei maggiori esempi di architettura civile e militare medievale abruzzese. Da qui, sulla strada per Campovalano, a circa 3 km incontriamo la frazione di Nocella, sulla cui piazza principale si affaccia la chiesa dei SS. Mariano e Giacomo, e poco più avanti la Torre del Melatino (1394), torre di avvistamento a difesa del territorio. Proseguiamo il viaggio verso il sito archeologico di Campovalano (a 3 km). Si tratta di una vasta necropoli riferibile alla popolazione italica dei Pretuzi, le cui sepolture coprono un ampio arco cronologico, compreso fra la fine del IX e il II sec. a.C. Interessanti sono le tombe a tumulo, nelle cui fosse sono stati recuperati gli splendidi oggetti (armi, monili e vasellame) esposti nel Museo Archeologico di Campli. A poca distanza possiamo visitare un piccolo gioiello benedettino, la Chiesa di San Pietro Apostolo: fondata nell’VIII secolo, venne ricostruita in forme romaniche agli inizi del XIII; negli anni ‘60 ha subito radicali lavori di restauro per il ripristino dello stile originario. L’interno è suddiviso in tre navate, con resti di affreschi e frammenti erratici dell’epoca classica e medioevale. Interessante, sulla parete sinistra, il fronte di un sarcofago di età tardoromana (per la visita dell’interno telefonare all’ufficio turistico allo 0861 5601207 o 328 8732772). Riprendiamo il nostro itinerario sulla SS81 alla volta di Civitella del Tronto (10 km). Poco prima del paese, sulla destra, troviamo il Santuario di Santa Maria dei Lumi con annesso convento dei Frati Minori Conventuali (1466). Ha una facciata in travertino locale con piccolo portico; l’interno è a due navate: la minore a sinistra è di origine benedettina, mentre la maggiore termina nell’abside che accoglie il presbiterio e l’altare maggiore ligneo (XX sec.). Un chiostro in pietra con archi di mattoni a tutto sesto si sviluppa sul lato destro della chiesa. Dal piazzale del Santuario si gode di un bellissimo panorama verso la maestosa fortezza. Raggiungiamo l’ingresso di Civitella del Tronto, dove è necessario parcheggiare e proseguire a piedi. Prima di oltrepassare Porta Napoli, sul lato destro troviamo l’ingresso della scala mobile, comodo accesso per la Fortezza. Quest’ultima è posta a 600 m s.l.m. in posizione strategica rispetto al vecchio confine tra il Regno di Napoli e lo Stato Pontificio, una delle più grandi e importanti opere di ingegneria militare d’Europa, caratterizzata da una forma ellittica con un’estensione di 25.000 mq ed una lunghezza di oltre 500 m. La visita si sviluppa attraverso tre camminamenti coperti, le vaste piazze d’armi, le cisterne, i camminamenti di ronda, i resti del Palazzo del Governatore, la chiesa di San Giacomo e le caserme dei soldati. Suggestivo è il panorama che si gode, dalle singolari case-forti, fino ai monti circostanti e al Mare Adriatico. All’interno è visitabile il Museo delle Armi. Usciti dalla fortezza sarà piacevole addentrarsi nelle vie di Civitella; suggestivi gli scorci e i vicoli, con gli eleganti palazzetti nobiliari e i portali in pietra opera di maestri lombardi (XV sec.); tra i vicoli, c’è da segnalare l’ormai celebre Ruetta, una delle vie più strette d’Italia. La prima chiesa che raggiungiamo è quella di Santa Maria delle Laudi, o della Scopa (XIV sec.), con interno ad aula unica completamente affrescato e con eleganti decorazioni rinascimentali (per visitare le chiese telefonare al 392 4779765 Sig. Amos Zunica). Proseguendo lungo Corso Mazzini si può visitare la chiesa di San Francesco (XIV sec.), con l’altare di stile barocco. Su Largo Rosati, davanti a San Francesco, si trova il Palazzo del Capitano: dell’originaria struttura restano le cornici a soggetto naturalistico e lo stemma degli Angiò di Napoli. Dal 1939 in questa piazza si trova il Monumento a Matteo Wade, prode comandante irlandese, difensore della fortezza durante l’assedio francese del 1806. Prima di uscire da borgo visitiamo il Museo NACT (Nina Arti Creative e Tessili) che racconta la storia della città attraverso una collezione appartenuta in gran parte a Nina Gaetana Graziani Scesi nonché alle famiglie nobili del luogo. Rappresenta una delle più importanti collezioni italiane di alta moda dell’800. Il tour si conclude in Piazza Franciscus Filippi Pepe, fulcro della vita cittadina e bellissima terrazza panoramica, da cui la vista spazia dai Monti Gemelli al massiccio del Gran Sasso; qui si affaccia la chiesa di San Lorenzo (XII sec.), che anticamente sorgeva fuori dalle mura cittadine. Un’ultima tappa potrebbe essere l’Abbazia di Santa Maria in Montesanto che si trova in contrada Villa Passo, a 7 km sulla SS81, in direzione nord. Il complesso è costituito dalla chiesa di Santa Maria e da un campanile in stile romanico a base quadrata staccato da essa. Da questo colle il panorama è stupendo (per le visite contattare anticipatamente il comune di Civitella del T.: tel. 0861 918321).